La preeclampsia rappresenta la maggiore causa di mortalità e morbilità materna e perinatale.

Al mondo si stimano circa 50000 morti materne all’anno per patologie riconducibili alla preeclampsia, oltre ad essere responsabile di patologie cardiovascolari materne, raddoppiando addirittura il rischio di patologia cardiologica materna. Anche sul neonato oltre ad esserci un aumentato rischio di morte perinatale e paralisi cerebrale infantile, ci sono rischi a lungo termine di patologia cardiovascolare.

I metodi di screening esistenti fino ad ora si basavano sulla anamnesi materna. Il nuovo algoritmo di screening utilizza oltre alla storia anmnestica la media della pressione arteriosa, l’indice di pulsatilità materno e due proteine placentari, rispettivamente la PAPP-A e il PIGF.

Un lavoro condotto su 35000 donne in gravidanza ha evidenziato come tale metodo sia in grado di diagnosticare circa il 90% delle preeclampsie prima della 34° settimana, il 75% di quelle prima della 37° settimana e circa il 45% di quelle a termine. Tali dati sono stati validati e confermati dallo studio ASPRE condotto in diversi paesi europei ( Spagna, Italia, Belgio, Grecia e Inghilterra). Nello studio SPREE condotto su 16000 donne è stato messo in evidenza come utilizzando le linee guida del NICE la sensibilità di screening della preeclampsia era del 40%per la preeclampsia pretermine e del 26% per quella a termine, in tutto la sensibilità era del 30%, mentre il nuovo algoritmo della fmf aveva uno sensibilità doppia.

Lo studio ASPRE ha dimostrato come l’Aspirina al dosaggio di 150 mg/die dalla 12 al 36 settimana, somministrata preferibilmente nelle ore serali, riduce dell’80% il tasso della preeclampsia prima della 34 settimana e più’ del 90% di quella prima della 32 settimana e del 65% di quella prima della 37 settimana.

handbook la preeclampsia

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